Ighli Vannucchi viene descritto come molto più di un semplice trequartista di talento: ex numero 10 e capitano dell’Empoli, rappresenta una figura poliedrica, capace di unire il calcio a numerose altre passioni personali. Nell’estratto di questa intervista, dove ha ripercorso la propria carriera, vissuta in club come Empoli, Venezia, Palermo e Salernitana, si è soffermato anche sugli azzurri, con cui ha trascorso ben sette stagioni.
Empoli è stata la tua seconda casa. Cosa ricordi delle tue stagioni al Castellani? “Empoli è stata la mia casa perché ho trovato la mia dimensione, quello che desideravo fare perché per me il calcio era veramente una passione, un qualcosa da fare anche in serenità”.
Arrivaste addirittura all’Europa: “Sì, in quella stagione ho disputato un campionato di Serie A ad altissimi livelli, nelle ultime giornate l’Empoli era in zona Champions. Avevamo creato un grande gruppo dove ci divertivamo come matti, però allo stesso tempo eravamo molto carichi nell’ottenere il risultato e abbiamo fatto un’impresa storica perché per una piccola società come l’Empoli”.
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