Partiamo dall’episodio del petardo esploso durante il match contro il Frosinone:
“Io ero concentrato sulla palla e all’inizio non mi sono reso conto del petardo, poi quando è scoppiato mi sono accorto che era vicino a me, ai piedi. Ho avuto un leggero sibilo all’orecchio destro per 2 o 3 secondi. Quando ho visto che era un petardo piccolino ed il fastidio all’orecchio era passato, mi sono rialzato e basta.”
E’ la prima volta che le succede qualcosa del genere?
“Si, un petardo mi pare sia la prima volta. Comunque può capitare che dalle curve ti arrivi qualcosa. Può succedere, sono gesti di singoli che non rappresentano tutta una tifoseria. Sarebbe brutto generalizzare, si tratta del gesto stupido di una persona.”
Quale aspetto ha fatto più male, il petardo o la mancata vittoria dopo una buona prova degli azzurri?
“Di più non aver vinto. Penso che il primo tempo meritassimo di chiuderlo diversamente. Questo poteva condizionare anche la ripresa e forse ci avrebbe permesso di portare a casa una vittoria che manca da tanto. Sotto questo punto di vista sono e siamo rammaricati, contenti della prestazione che però poi diventa fine a se stessa, perché in questo momento ci serve vincere.”
Cosa manca all’Empoli per tornare ai tre punti e cosa servirà per riuscirci sabato col Cesena?
“Penso che una vittoria serva, anche “sporca”. Ci darebbe un po’ di fiducia. In questo momento mancano i tre punti, la speranza è quella di riuscirci da sabato. Ma sappiamo che in Serie B ogni gara ha la sua storia. Il Cesena sotto tanti punti di vista è diverso dal Frosinone, che è una squadra atipica per il campionato. Sarà una partita differente e quello che si è fatto venerdì non conta: dovremo dare il massimo per portare a casa la vittoria.”
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