Le prime idee di D’Aversa, tra moduli e identità tattica

D'Aversa con ogni probabilità riproporrà il "suo" 4-3-3: per metterlo in atto servono esterni abili nel dribbling e un regista in mediana

TRIDENTE. 4-3-3. L’Empoli di Roberto D’Aversa ripartirà con ogni probabilità da questo schema tattico, usato quasi sempre in carriera dall’ex tecnico del Lecce. Per metterlo in pratica serviranno giocatori di gamba e abili nel dribbling, soprattutto nel reparto offensivo. Ed è per questo che La Nazione ha ipotizzato quali potrebbero essere le pedine da inserire nella rosa azzurra nella sessione estiva di mercato. Nei giorni scorsi è stato fatto il nome di Sebastiano Esposito, che in carriera ha giocato prevalentemente da seconda punta e da punta centrale, seppur con caratteristiche fisiche atipiche rispetto a quelle di un centravanti puro. Le due qualità, anche in fase di rifinitura, potrebbero comunque farne un elemento importante per l’Empoli.

ALTRI VOLTI NUOVI. C’è poi il profilo di Gennaro Tutino, capace di agire sia al centro del reparto che sulle corsie laterali. Ma è proprio su quest’ultimo settore che la società intende muoversi maggiormente. Tra i giocatori in rosa, persi Cancellieri e Cambiaghi, c’è il solo Gyasi, che però ormai da un paio di anni si è affermato più come quinto di centrocampo che come esterno alto. Per quanto riguarda la casella di regista, D’Aversa potrebbe richiedere Ramadani, già visto in quella slot con buoni risultati a Lecce, che eventualmente andrebbe a fare concorrenza a Grassi. 

Redazione

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