Shpendi “Ora sono un giocatore diverso, punto alla doppia cifra di gol”

Riportiamo l'interessante intervista all'attaccante dell'Empoli, Stiven Shpendi

Il giovane attaccante azzurro Stiven Shpendi, ha rilasciato un’intervista interessante al “Corriere Fiorentino” dove tocca vari temi, tra i quali la crescita personale e di squadra del suo Empoli.

Di seguito le parole dell’attaccante classe 2003:

ā€œL’ultima con il Sudtirol ĆØ stata una vittoria importantissima, che ci dĆ  tanto morale e dei punti che creano sempre entusiasmo e positivitĆ . Il nostro ĆØ un gruppo giovane, ĆØ vero, ma questo risultato ci deve dare fiducia per le prossime partite.ā€

L’Empoli punta davvero solo alla permanenza in Serie B?

ā€œL’obiettivo primario ĆØ quello di tenere la categoria e di provare a vincere quante più partite possibili. Poi, alla fine, vedremo dove saremo arrivati.ā€

Quanto si sente cambiato rispetto alla sua prima esperienza a Empoli di due anni fa?

ā€œSicuramente tanto. Due anni fa venivo da una sola stagione in Serie C dove avevo fatto bene, ma rispetto agli altri ero indietro fisicamente e mentalmente. Adesso mi sento un altro calciatore, sono cresciuto su entrambi questi aspetti, anche grazie all’esperienza in B dell’anno scorso. Mi sento migliorato.ā€

In queste prime gare ha giĆ  segnato 3 gol, l’anno scorso a Carrara ne realizzò 4….

ā€œL’anno scorso ĆØ stata una stagione difficile a causa degli infortuni. In questa, invece, ho iniziato bene e sicuramente voglio superare il numero dei gol che ho realizzato nel passato campionato. L’obiettivo ĆØ arrivare in doppia cifra.ā€

In cosa può crescere?

ā€œSicuramente devo migliorare in tanti aspetti, tipo la protezione della palla, giocare spalle alla porta e il colpo di testa.ā€

Lei ha debuttato in serie C, nel 2021, con la maglia del Cesena, a fianco di suo fratello gemello Christian….

ā€œHo solo dei bellissimi ricordi di quegli anni, perchĆ© giocare ed allenarsi con il fratello ĆØ una cosa che in pochi riescono a afre. Un giorno sarebbe bello poter tornare a giocare insieme, tra l’altro ci troviamo bene, perchĆ© siamo calciatori compatibili.ā€

Con suo fratello vi confidate, vi aiutate, vi supportate. Ma ĆØ vero che quando sta male un gemello, spesso sta male anche l’altro?

ā€œC’è questo legame speciale, se vedo che soffre o che sta male per una partita o per cose fuori dal campo, automaticamente soffro anche io.ā€

Lei ĆØ nato ad Ancona, da genitori albanesi che sono arrivati a Fano nel 1997. Ha avuto modo di visitare il paese dei suoi genitori e le hanno raccontato il loro arrivo qui?

ā€œMio padre ĆØ di Puke, mia mamma di Tirana. Ho visitato il paese di mio padre, nel nord dell’Albania, e negli ultimi anni Tirana. Loro non venivano da una situazione semplice e sono arrivati in Italia senza nulla, solo con la speranza di creare un futuro migliore per noi. A me e mio fratello, i miei genitori ( mia madre cameriera, mio padre operaio) hanno insegnato a non mollare mai, a dare il meglio di quello che si fa.ā€

Ha doppia cittadinanza, ma ha indossato la maglia delle nazionali giovanili albanesi. Scelta o opportunitĆ ?

ā€œSono albanese, per me ĆØ motivo di grande orgoglio indossare la maglia dell’Albania. Lo ĆØ per me e per tutta la nostra famiglia.ā€

Il suo sogno nel cassetto?

ā€œGiocare con mio fratello in nazionale maggiore.ā€

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