Viti: “Orgoglioso di essere tornato a casa”

Intervistato da Radio Serie A, il difensore azzurro Mattia Viti ha raccontato gli anni recenti e il ritorno a Empoli.

(Fonte: Lega Serie A)

“Da una parte essere considerato giovane fa piacere perchĆ© significa avere ancora tanti anni da giocare. Ho appena iniziato però il mio quinto anno di prima squadra quindi rimane solo un’etichetta sulla carta quella di essere giovane”.

Nel primo tempo ci siamo piaciuti tanto. Il secondo ĆØ stato molto complicato. La Roma ĆØ veramente forte. Con la forza del gruppo e la capacitĆ  di soffrire, l’abbiamo portata a casa. Dybala ĆØ un fenomeno, gli lasci mezzo metro e colpisce il palo. Prima di incontrarlo puoi studiare i suoi movimenti fino ad un certo punto ma poi sul campo ĆØ imprevedibile e cerchi di pensare sul momento alle dinamiche per fermarlo”.

Sono orgoglioso di essere tornato a casa. Mi sento in famiglia ad Empoli. Chi lavora qui ĆØ impeccabile in tutto e per tutto. Il segreto ĆØ la coesione. E’ un discorso che comprende tutte le persone che ruotano intorno al mondo Empoli. Cambiano i nomi, non gli obiettivi e le ambizioni. Qui non vince solo uno, siamo uniti noi e i tifosi. Mi mancava anche la “ciccia” empolese. Me la facevo spedire anche in Francia dal mio “babbo” e dal mio procuratore“.

Sono stati due anni difficili inizialmente per motivi familiari poi sono arrivati ho avuto anche problemi fisici. Faticavo a ritrovare me stesso, fortunatamente sono tornato ad Empoli”.

Khephren Thuram ĆØ uno di quei giocatori sopra la media. Quando cambia passo spacca il campo in due. Parlava italiano e inglese, ci trovavamo bene anche nello spogliatoio oltre che sul campo. In Ligue 1 ho incontrato campioni come Messi, MbappĆ©, Neymar, Sergio Ramos, Donnarumma. Rimani senza parole, godi il momento e cerchi di divertirti. Ho preso anche gol da Messi e mi sono messo a sorridere. Non sapevo che altro fare. Gli ho chiesto anche la maglia durante la partita. E’ un grande campione e a fine partita me l’ha regalata”.

Sassuolo l’esperienza più toccante a livello calcistico, Nizza umanamente. La retrocessione con il Sassuolo ĆØ stata una batosta. In Francia invece mi sono forgiato il carattere andando lontano da casa in un periodo delicato”.

“Il mio idolo ĆØ sempre stato Sergio Ramos. PersonalitĆ  sopra la media. Lo osservavo entrando in campo in Nizza – PSG. Anche Maldini rimane un riferimento. L’ho conosciuto meglio attraverso i video delle sue partite. Io ho iniziato da mediano, a volte ho fatto l’esterno, però scelgo il centrale di difesa. Lo sento mio”.

Ci penso alla Nazionale. Per arrivarci devi fare bene nel Club. Ci sto provando, ci stiamo provando. Bisogna dare continuitĆ  di prestazioni. La voglia, considerate le tante presenze Nazionali Giovanili, ĆØ di tornare ad indossare la maglia azzurra”.

La maglia numero 10? Bellissima a livello estetico, l’avrei voluta io. Scherzi a parte, Fazzini sta facendo bene e dimostra di meritarla ogni giorno. Se continua cosƬ si toglierĆ  diverse soddisfazioni”.

“Quando ho scelto il 42 era per mio nonno. Il 21 ĆØ la data di nascita di mia mamma”.

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