CONFERENZA STAMPA. Il ds azzurro Pietro Accardi ha parlato ai microfoni dei media: l’analisi della situazione azzurra dopo il mercato e l’inizio complicato in campionato.
“Il mercato ĆØ stato molto difficile perchĆ© sapete che lāEmpoli ha oculatezza nellāoperare. Dobbiamo sempre vendere per esigenza, rispetto allāanno scorso abbiamo speso anche meno. Questo perchĆ© ci sono anni in cui la societĆ ha maggiore bisogno di entrate e di conseguenza dobbiamo comportarci. Da questo nascono poi delle difficoltĆ . In questo momento le responsabilitĆ sono più della societĆ che della squadra e dellāallenatore. Il nostro compito ĆØ essere lucidi nellāanalizzare gara per gara: ad esempio col Verona abbiamo perso per un episodio che ci può stare. Sappiamo che quando investiamo sui giovani dobbiamo lasciargli la possibilitĆ di sbagliare. Ne approfitto per dire che domenica i nostri tifosi sono stati meravigliosi perchĆ© nonostante le sconfitte hanno sostenuto la squadra fine alla fine“.
“In questo momento, alla squadra e allāallenatore non mi sento di dire nulla se non stargli vicino. Questo ĆØ un gruppo nuovo che ha cambiato tantissimo, solo di entrate ne abbiamo fatte dodici di calciatori nuovi più quattro che cāerano la passata stagione. Allāinterno del gruppo abbiamo perso figure importanti che avevano un peso specifico nello spogliatoio. Oggi siamo in una fase di costruzione, il mercato finalmente si ĆØ chiuso, cāĆØ la sosta che per noi ĆØ fondamentale per dei meccanismi che devono crescere. Sono fiducioso e ottimista per il futuro. Il cambio modulo? Questo club ha sempre fatto la storia con il gruppo, non ĆØ il singolo che qui fa la differenza, a Empoli non ci sono giocatori che spostano gli equilibri. Il motivo ĆØ perchĆ© la squadra non lo sosteneva e quindi mister Zanetti ha deciso di aggiungere un centrocampista. Di conseguenza abbiamo pensato di mettere dentro delle mezzali che avessero sostanza, fisicitĆ e dinamismo. Nella costruzione della squadra cechiamo giocatori duttili per utilizzare più moduli“.
“Il ritorno di Destro? Capisco lo scetticismo, lāanno scorso Mattia ha fatto poco esternamente, sul campo, ma vi assicuro che internamente ha dato una grossa mano. Destro ĆØ stato anche sfortunato, lāinfortunio si ĆØ rivelato più grave del previsto tenendolo fuori per sei mesi. La scelta di riprenderlo nasce dalle sue qualitĆ , che nessuno può mettere in discussione: ĆØ il decimo marcatore italiano nel campionato di Serie A. Sul discorso fisico capisco i dubbi, ma il ragazzo ha grande voglia di rivalsa e voleva tornare. Ha eseguito una preparazione particolare per due mesi, fisicamente sta bene. Destro per noi ĆØ una certezza. Manca qualcosa in avanti in base alle caratteristiche ? Cancellieri ha centimetri, Destro lo stesso. Io penso che la rosa davanti sia ampia proprio per caratteristiche diverse lāuno dallāaltro. Il problema sta nel risultato e quando le cose non vanno bene si tende sempre a cercare i difetti. Forse ce li abbiamo i difetti, visto che siamo ancora a zero, ma il vero difetto ĆØ che la squadra ĆØ stata costruita in ritardo. Penso però che questa rosa sia completa e forte in tutti i reparti, dobbiamo solo dargli tempo perchĆ© i giocatori devono imparare a conoscersi. Piccoli? La sua cessione ĆØ stata una scelta, non un vincolo per arrivare a Maleh. Giocando oggi con una punta, ne abbiamo tre: Caputo, Destro e Shpendi, su questāultimo puntiamo moltissimo e pensiamo che possa crescere. Lāinnesto di Bastoni? Nasce dal cambio modulo, dallāesigenza di mettere centrocampisti con più forza e temperamento. Abbiamo deciso di rinforzare quel reparto con un altro dopo Maleh. La trattativa che mi ha soddisfatto di più? Quella di Shpendi ĆØ stata lunga e difficile, ma la volontĆ del ragazzo e la serietĆ del suo entourage ci hanno portato a chiuderla alle condizioni stabilite il mese prima. Si tratta di un giocatore di prospettiva, che rientra nei parametri dellāEmpoli“.
“Spendiamo poco a fronte delle vendite fatte? Ć vero che ogni anno, per andare avanti, bisogna per forza vendere. PerchĆ© le maggiori entrate di questa societĆ sono le cessioni dei calciatori. Come diritti televisivi siamo gli ultimi, perchĆ© rappresentiamo una realtĆ piccola. Unita a una gestione che ogni anno deve poter sopravvivere in Serie A. Le cessioni servono per dare una mano alla gestione, ecco perchĆ© ci sono anni in cui puoi spendere di più e altri in cui puoi spendere di meno. Le risorse che arrivano dalle cessioni vanno nella societĆ perchĆ© ha bisogno di una mano per la gestione, tra stipendi, settore giovanile, stadio, centro sportivo. Al netto di ciò va sottolineato che anche se qualcosina per i nostri giovani ĆØ arrivato, nel momento in cui abbiamo venduto Vicario e Parisi, abbiamo deciso di non sederci per eventuali trattative. Di questo va dato atto alla societĆ , perchĆ© ha fatto tanti sacrifici e cāĆØ da riconoscerlo. Non dobbiamo mai dimenticarci chi siamo e da dove veniamo. Se guardiamo gli ultimi 3-4 anni ce ne sono stati pochi di momenti di difficoltĆ ma questo non vuol dire che non può accadere. Bisogna essere ottimisti e positivi, solo cosƬ si cresce. Io vi posso assicurare che i ragazzi sono straordinari, si allenano con voglia e intensitĆ , sono i primi a starci male e necessitano del nostro sostegno“.


