Milena Bertolini lascia così la panchina dell’Italia femminile: “Una squadra si basa sull’unione e sull’armonia dei singoli protagonisti”
LA LETTERA DI BERTOLINI. “L’uscita dal Mondiale e la sconfitta sportiva che abbiamo vissuto, mi hanno portato a riflessioni che ritengo importante condividere con tutte e tutti voi, proprio partendo da quella posizione di ripiegamento su se stessi che cerca di fare luce nelle ombre che rischiano di insinuarsi dentro di noi, imbruttendo la bellezza dell’esperienza vissuta. Mi sono data il giusto tempo per osservare e ascoltare, non tanto i movimenti esterni e le critiche sommarie che vengono fatte in queste “sventurate” circostanze calcistiche, ma la complessità che sempre accompagna ogni criticità in una squadra. Una squadra, e per squadra intendo TUTTO LO STAFF e LE GIOCATRICI, si basa principalmente sul riconoscimento da parte di ognuno del proprio ruolo e sul sostegno imprescindibile del ruolo degli altri. Assonanza, armonia e condivisione tra i singoli vanno a definire un organismo unitario che sa esprimere qualitativamente molto di più di ogni singolo. Questo organismo unitario può esprimere anche qualcosa di meno della somma dei singoli, quando ognuno di noi non subordina il proprio protagonismo in favore della squadra, quando tra i singoli non si verifica un rapporto di complementarietà, quando si fatica ad accettare patti organizzativi di orientamento e di indirizzo di tutta la squadra ( staff e giocatrici). Il calcio è un magnifico sport di relazioni e interrelazioni, che si muovono con spazi e tempi che devono coincidere in velocità e attese, ritmo e movimenti, idee e proposte, energie… un filo sottile che ci lega in un rapporto di interdipendenza l’una dall’altra, dove l’Io in certi frangenti lascia che sia il Noi ad emergere e dove il Noi si sposta all’unisono per lasciare spazio alla giocata individuale, solo quando questa fa bene al Noi“.
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