Il 2024 dell’Empoli è stato, al netto di qualche patema d’anima per la possibile retrocessione nei mesi scorsi, molto positivo. La società si conferma, nell’ambito di una modalità assolutamente in scala provinciale, un modello che molti vorrebbero imitare: capace di rinnovare sempre in maniera competitiva il proprio parco calciatori e allenatori, senza perdere particolari colpi. In estate la perdita di Accardi, addirittura sceso di categoria ed ora in una situazione davvero difficile a Genova con la Samp, e D’Aversa al posto di Nicola, passato a Cagliari, lasciavano alcuni punti di domanda, soprattutto alla luce di un organico che necessitava di numerosi cambiamenti.
Pesante sembrava essere soprattutto la perdita di Luperto, al passo di addio proprio per andare in Sardegna con il suo ex tecnico. Il centrale salentino era diventato una sorta di totem, forse il miglior elemento – o giù di lì – della bassa classifica nel ruolo. Una sorta di Bremer della parte destra della graduatoria. Con la maglia del Casteddu il suo rendimento è stato probabilmente inferiore rispetto a quanto visto in Toscana negli ultimi due anni e, nel frattempo, gli azzurri hanno trovato un equilibrio di gran lunga superiore rispetto al passato. Ora, al netto della beffa rappresentata dalle ultime tre sconfitte dell’anno, la situazione è molto più tranquilla rispetto a quanto non fosse a questo punto dell’anno nel ’23/24. La missione salvezza è ancora tutta da centrare, ma la sostanza resta, da anni, la stessa: questo club e la sua organizzazione danno sempre l’impressione, anche a fronte di pronostici pessimistici, di superare ostacoli molto complicati. Buon 2025 a tutti!


